Parlando di prevenzione di DSL… Cosa può fare il pediatra?

Parlando di prevenzione di DSL… Cosa può fare il pediatra?

Partendo dal presupposto che una diagnosi precoce incide positivamente sull’outcome di un disturbo di linguaggio, e aggiungendo il dato di fatto che molte mamme si aspettano che siano figure professionali come quella del pediatra (o delle maestre) a segnalare eventuali problematiche nel bambino, ecco qui di seguito alcune indicazioni che possono aiutare il pediatra a rilevare i segni iniziali di un ritardo o di un disturbo di linguaggio e di conseguenza segnalare ai genitori il rischio.

Inizialmente, in caso di dubbi, il medico potrebbe richiedere un esame audiometrico e una visita dal neuropsichiatra infantile. Continuare poi a monitorare l’evoluzione del linguaggio (il progresso degli aspetti fonetico-fonologici, l’accrescimento del vocabolario, lo sviluppo della competenza morfosintattica…) e prestare attenzione ad eventuali comorbiditá (disturbi della relazione, disturbi dell’apprendimento…).

Come valutare tutto ciò? Vagliando innanzitutto la presenza di alcuni indicatori di rischio:

  • familiarità per ritardo/disturbo di linguaggio
  • presenza di otiti ricorrenti nei primi 2-3 anni di vita
  • difficoltà di comprensione del linguaggio verbale
  • produzione inferiore alle 10 parole a 24 mesi
  • produzione inferiore alle 50 parole e assenza di combinazione di almeno 2 parole a 30 mesi

Se a 30-36 mesi il bambino sembra presentare un significativo ritardo di linguaggio, ed in particolare questo include difficoltà di comprensione, il pediatra dovrebbe consigliare ai genitori di intraprendere un trattamento, che includerà un’iniziale visita dal neuropsichiatra infantile e poi l’invio dal logopedista; viceversa potrebbe programmare dei follow-up ravvicinati e nel frattempo dare consigli ai genitori su come stimolare adeguatamente il figlio, se non sono evidenti le problematiche a livello di comprensione. Tuttavia, se la situazione non migliora nell’arco di altri 6 mesi, il bambino è ormai giunto ad un’età spartiacque tra un ritardo e un disturbo di linguaggio, quindi sarà il caso che il bambino venga preso in carico dallo specialista.

Potrebbe essere utile uno strumento come il Primo Vocabolario del Bambino (un questionario per la valutazione del linguaggio nei primi anni di vita).